Bach à la carte!

di Marco Augusto Chenevier
Produzione 2023 / Cie Les 3 Plumes

con: Marco Augusto Chenevier (danse), Nitsan Margaliot (danse), Alessia Pinto (danse), Serena Costenaro (violoncelle), PYUR Sophie Schnell (musique électronique), Monica Bosso/Marco Santambrogio (lumières)
coreografia e drammaturgia: Marco Augusto Chenevier
assistente alla coreografia: Alessia Pinto
musiche: J. S. Bach e Pyur Sophie Schnell
scena e disegno luci: Monica Bosso
produzione: Cie Les 3 Plumes con il sostegno della Regione Autonoma Valle d'Aosta
Coproduzione: CCN Hauts-de-France - Ballet du Nord de Roubaix, Performing Lands_Ass.culturale IdeAgorà/ Mirabilia Festival Europeo
Sostegno in residenza: Compagnia TPO -Teatro Fabbrichino - Prato, Fabbrica Europa PARC Firenze con la partecipazione de l'institut Français de Culture di Firenze

durata: tra 60 e 90 min secondo le scelte del pubblico

Bach à la carte! è un concerto, uno spettacolo di danza, uno spettacolo di teatro, un esercizio di democrazia.

Una violoncellista e una musicista elettronica, in scena con i tre danzatori e un* tecnic* saranno i cuochi, oppure gli ingredienti di un menù da comporre? Gli spettatori, saranno commensali o si ritroveranno nei panni di cuochi?
Chi decide? Chi sceglie? E con quali parametri?
Domande all’ordine del giorno in una creazione artistica. Domande che, forse, potrebbero applicarsi anche in altri ambiti.

Nella linea di ricerca che Chenevier segue da oltre 10 anni, «Bach à la carte!» si iscrive nella riflessione iniziata con «Quintetto» sulla postura dei cittadini nell’esperienza artistica.
Cosa succede se i cittadini/spettatori/membri del pubblico, anziché restare confinati nella postura di semplici osservatori passivi, possono influire sulla drammaturgia, sulla regia, sulla composizione delle scene?
Cosa succede se quel rapporto di potere, tra scena e spettatori, tra re e sudditi, viene messo in discussione, per riflettere sulle antiche gerarchie, e per cercarne di nuove?

Questi rapporti di forza corrispondono a rapporti di potere ben più complessi presenti nella realtà di tutti i giorni. L’approccio metateatrale vuole analizzare questo «specchio» che è il teatro, per provare a riflettere ludicamente sul contesto in cui viviamo.


Si innesca così un gioco assembleare articolato: tramite l’escamotage ludico della scelta (degli interpreti, del ritmo, delle luci), ci si ritrova al centro di un esercizio di democrazia. Ciò che vedremo – partiture coreografiche di pregio – dipenderà dal gusto e dalla curiosità della maggioranza degli spettatori.

Sabrina Fasanella – TeC 2023

https://www.teatroecritica.net/2023/07/bach-a-la-carte-di-marco-augusto-chenevier/

(...) Verso il finale la platea si infiamma: per comporre gli strati della torta che concluderà la cena si dovrà avere unanimità nella scelta di cartellini gialli, rossi o verdi, ma sopratutto per avere più o meno “pelle” dei performer (e quindi per decidere se farli danzare vestiti, seminudi o nudi) saranno necessarie ampie convergenze. Ecco che entra in scena il terzo tema: oltre al cibo e alla performance artistica, qui si pensa alla politica. Ai referendum. Alle maggioranze. (...) Bach à la carte trova un vero incontro con lo spettatore, e in questi tempi di “codesign”, di arte partecipativa spesso sbandierata ma non attuata, non mi sembra poco.

Simone Pacini – Fatti di Teatro 2023

https://fattiditeatro.it/bach-a-la-carte-danza-e-musica-a-tavola/